Ineluttabile

Ineluttabile
modalità dell’essere

 Personale di Carlo Ballerio

 

Flussi e riflussi, nella risacca del tempo, a incastonare e a raccogliere, a squartare e a fondere, questo il lavoro di Carlo Ballerio, attraverso i segni, i simboli e i colori di un giorno speciale. Quando si è sommersi da messaggi, notizie, impulsi, flash, ricordi, deliri, desideri, amori e sogni, il giorno che è di tutti diventa tuo. Dopo la produzione lo scarto, dopo l’usura il riciclo, da mattina a sera, questa l’idea di fondo, che è anche studio e analisi del demiurgo Ballerio, in questa sua Personale dal titolo: “L’ineluttabile modalità dell’Essere”. Tra forma e visione il salto, o strappo, e poi l’intuizione che per l’artista è linfa vitale, ora silenzio e trama – racconto e sentimento – per nuovi orizzonti espressivi.

Se è vero che il colore è il luogo dove s’incontrano il nostro cervello e l’universo (come afferma Cézanne) per Carlo Ballerio la composizione astratta contemporanea deve tendere a una sintesi tra pensiero e casualità, come pura musicalità, vale a dire sublime armonia tra divenire e respiro del cosmo, tra segno e forma. Infatti Ballerio è consapevole delle riflessioni di Wasily Kandisky quando osserva: Una pressione del dito e quegli esseri straordinari che si chiamano colori compaiono chiassosi, pomposi, pensosi, sognanti, assorti, profondamente seri, maliziosi, con il sospiro della liberazione, con il suono profondo della sofferenza con una forza fiduciosa e persistente, con una dolce indulgenza, con caparbio dominio di sé, con l’instabilità e la sensibilità dell’equilibrio. Perché nell’Arte, o fucina dello spirituale, lo sviluppo procede per illuminazioni repentine, simili al lampo; per esplosioni…

E quindi lasciamoci catturare dai lampi creativi e repentini di Ballerio, dai suoi segni e dai suoi colori. L’artista ha saputo instillare nuova vita a frammenti e oggetti riciclati, ora trasfigurati a microcosmi di spiritualità, di immaginazioni o di incantamenti. Perché il… Pensiero è il pensiero del pensiero. Tranquilla luminosità. L’anima è in certo modo tutto ciò che è: l’anima è la forma delle forme. Tranquillità subitanea, vasta, incandescente: forma delle forme (J. Joyce, Ulisse).

Osservando e perdendoci nelle sue elucubrazioni, o sogni ad occhi aperti, nelle sue campiture di acrilici ricomposti come collage frastagliati e accidentati, mai semplici o scontati, cifra del tempo e del fluire dei nostri sensi, e dei nostri pensieri, io credo che possiamo cogliere il suo leitmotiv, se così possiamo dire, ovvero la sua originale caleidoscopica sensibilità artistica che è sempre tesa ad un significato più profondo, vale a dire a una visione critica del mondo e della società, a un pensiero di riscatto attraverso la spada dell’Arte e del Pensiero.

Infine, a mio avviso, la sua opera riflette un percorso di ricerca e di studio lungo tutto una vita, perché come illustra efficacemente Maurice Merleau-Ponty, ne “L’occhio e lo spirito”: Esso eccita il nostro pensiero a concepire, come fanno i segni e le parole che in nessun modo assomigliano alle cose che significano. Misteri e arcani di simboli e di lettere dell’era massmediatica e digitale rilucono dalle sue opere unitamente a colori e a scintillii, come a sottendere e a stimolare altri segni e altri simboli, ovverosia metafore del potere dell’immaginazione della nostra mente, che come racchiusi in un scrigno di significati sottili, velati e intermittenti, sono riflesso di oggetti e forme multicolore che furono, che ancora sono, e che potrebbe ancora essere, nell’essenzialità dell’essere e dello spirito creativo, come un’Ineluttabile modalità del visibile: almeno questo se non altro, il pensiero attraverso i miei occhi… Un brevissimo spazio di tempo attraverso brevissimi tempi di spazio… (J. Joyce, Ulisse).

Lorenzo Mortara, novembre 2018

 

 

 

PROJECT

Ineluttabile modalità dell’essere

WHAT

Personale di Carlo Ballerio
a cura di Lorenzo Mortara

DATE

15-23 Dicembre 2018

WHERE

 Cavaria Con Premezzo, Varese

VERNISSAGE

 Sabato 14 Dicembre